Iper lordosi lombare: cos’è, cause, sintomi ed esercizi efficaci per migliorare la postura

Iper lordosi lombare: cos’è, cause, sintomi ed esercizi efficaci per migliorare la postura​

Iperlordosi lombare: cos'è

La colonna lombare (o rachide lombare) è formata da cinque vertebre, chiamate L1 (prima vertebra lombare) fino a L5 (quinta vertebra lombare).

In condizioni normali, queste vertebre formano una curva naturale a forma di “C” rivolta in avanti, chiamata lordosi lombare.

La nostra colonna vertebrale non è dritta, ma è composta da una serie di curve fisiologiche:

le cifosi, come quella dorsale (nella parte alta della schiena), e

le lordosi, come quella lombare e quella cervicale (nella zona del collo).

Queste curvature sono assolutamente normali e servono per distribuire meglio i carichi e rendere la schiena più flessibile.

Spesso si pensa che “lordosi” o “cifosi” siano sinonimi di problemi alla schiena, ma non è così: sono parte della normale anatomia della colonna.

Tuttavia, può succedere che queste curve cambino nel tempo. Quando la curvatura lombare si riduce, la schiena appare più dritta: si parla di verticalizzazione del tratto lombare.

Quando invece la curvatura aumenta, si parla di iperlordosi lombare.

In questo articolo approfondiremo proprio questo secondo caso: l’iperlordosi lombare, cioè quando la curva naturale della parte bassa della schiena diventa più accentuata del normale.

L’iperlordosi lombare è un’aumentata curvatura della parte bassa della schiena. Normalmente, la colonna lombare presenta una curva naturale a forma di “C” rivolta in avanti (chiamata lordosi). Quando però questa curva diventa più accentuata del normale, la schiena appare più “incavata” e il bacino tende a ruotare in avanti: questa condizione prende il nome di iperlordosi lombare.

Nella maggior parte dei casi non è causata da traumi, ma da fattori congeniti (presenti fin dalla nascita) o posturali (legate a posizioni o compensi al dolore). Spesso non rappresenta una vera patologia ma semplicemente una caratteristica della postura individuale.

È importante sottolineare che avere una lordosi accentuata non significa necessariamente avere mal di schiena. In molti casi, l’iperlordosi è solo un atteggiamento posturale che non provoca alcun sintomo. Può diventare un problema solo quando la curvatura è molto marcata (oltre i 35–45 gradi misurati con la radiografia) o quando è associata a dolore, rigidità o altri disturbi.

Termini come lordosi lombare accentuata o iperlordosi lombosacrale indicano la stessa condizione, mentre il contrario è la rettilineizzazione o riduzione della lordosi, cioè una schiena più dritta del normale.

In sintesi, l’iperlordosi lombare è una variazione della normale forma della colonna, che solo in alcuni casi può associarsi a dolore o problemi posturali.

colonna-lombare-iperlordosi

Iper lordosi lombare: cause e fattori che la influenzano

L’iperlordosi lombare può essere legata a diversi fattori, come la forza e l’equilibrio muscolare, il peso corporeo o alcune condizioni fisiologiche come la gravidanza.

Le persone con muscoli addominali deboli e muscoli lombari o ileo-psoas più forti tendono ad avere una maggiore inclinazione del bacino in avanti, che accentua la curva lombare. Anche l’obesità e l’accumulo di grasso addominale, può aumentare la lordosi per compensare il peso anteriore del corpo.

Nelle donne, la curva lombare può essere leggermente più accentuata rispetto agli uomini, e durante la gravidanza tende ad aumentare per bilanciare l’aumento del volume addominale e il cambiamento del baricentro. Altri fattori, come l’altezza , l’attività sportiva o la familiarità, possono influenzare la forma della colonna.

In ogni caso, quando la lordosi è eccessiva può causare dolore lombare, rigidità o affaticamento. Un percorso di valutazione fisioterapica personalizzata, che includa esercizi di rinforzo e allungamento mirato, è fondamentale per migliorare l’equilibrio posturale e prevenire i sintomi.

Iper lordosi lombare: quando può causare dolore

L’iperlordosi lombare non è necessariamente una condizione dolorosa. Non sempre, infatti, un’aumentata curvatura della colonna lombare provoca mal di schiena o altri sintomi.

Molto più spesso, le persone con iperlordosi lombare tendono semplicemente ad avere delle preferenze nei movimenti: ad esempio, possono sentirsi più a loro agio nei movimenti di estensione lombare (inarcare la schiena) e mostrare invece una certa limitazione nella flessione lombare (piegarsi in avanti per toccare i piedi).

È importante sottolineare che queste caratteristiche non sono uguali per tutti. Esistono persone con iperlordosi che non presentano alcuna limitazione, così come individui con una lordosi lombare fisiologica che possono comunque soffrire di mal di schiena.

In linea generale, chi presenta un’iperlordosi lombare può avvertire:

 

  • una sensazione di rigidità o limitazione durante la flessione della colonna;
  • una schiena rigida, specialmente al risveglio o dopo periodi di inattività;
  • possibile dolore lombare, più o meno ricorrente.

Tuttavia, è fondamentale chiarire che l’iperlordosi lombare non è di per sé la causa del mal di schiena.

Molte persone credono che una “postura sbagliata” o un’alterazione della curvatura della colonna possano inevitabilmente causare dolore nel tempo. Fortunatamente non è così: il nostro corpo è estremamente adattabile e tollera bene le variazioni posturali. Se davvero ogni alterazione posturale provocasse dolore, quasi tutti ne soffriremmo.

La chiave per mantenere una schiena in salute è restare attivi, variare frequentemente la postura e evitare di rimanere seduti troppo a lungo. Il movimento è il miglior alleato per prevenire rigidità e dolore lombare.

Iper lordosi lombare: che esercizi fare?

Come accennato in precedenza, le persone con iperlordosi lombare presentano spesso una debolezza della muscolatura addominale e dei glutei. Per questo motivo, uno degli obiettivi principali del trattamento fisioterapico e dell’esercizio correttivo è rinforzare questi gruppi muscolari al fine di migliorare l’equilibrio posturale e ridurre l’accentuazione della curva lombare.

Gli esercizi da proporre variano in base al livello di allenamento e alle capacità individuali della persona.
Per quanto riguarda la muscolatura addominale, si può partire da esercizi di base come il curl-up, per poi progredire verso esercizi più complessi come la hollow body position, che richiede un maggiore controllo del core e una migliore stabilità lombare.

Per i muscoli glutei, invece, chi è alle prime armi può iniziare con un esercizio semplice ma efficace come il ponte gluteo (glute bridge), per poi evolvere nel tempo verso un hip thrust con bilanciere, ideale per un rinforzo più mirato e intenso.

Un altro aspetto fondamentale del lavoro correttivo è il miglioramento della mobilità articolare. È importante concentrarsi sull’aumento dell’ampiezza di movimento nella flessione e nelle rotazioni del tronco, lavorando al contempo sulla flessibilità dei muscoli retratti, che spesso limitano queste direzioni di movimento.

Un programma mirato di esercizi di mobilità e stretching contribuisce non solo a migliorare la postura, ma anche a ridurre tensioni e compensi che possono aggravare l’iperlordosi lombare.

Quali esercizi evitare in palestra?

È importante chiarire che, in presenza di iperlordosi lombare, non esistono esercizi che debbano essere automaticamente evitati. L’idea che alcune attività fisiche possano risultare sempre dannose per chi presenta una curva lombare accentuata è ormai superata da un approccio più moderno e individualizzato. Se la persona gode di una buona salute muscolo-scheletrica, senza particolari limitazioni funzionali o condizioni dolorose in atto, è generalmente possibile svolgere la maggior parte degli esercizi con sicurezza.

In un percorso di fisioterapia o di allenamento mirato, l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di mantenere un equilibrio tra tutti i gruppi muscolari, evitando di concentrarsi in modo eccessivo esclusivamente sull’iperlordosi lombare. Una programmazione bilanciata permette infatti di migliorare mobilità, forza e controllo motorio in maniera globale, elementi fondamentali per prevenire sovraccarichi e compensi.

È utile ricordare che l’iperlordosi lombare, di per sé, non rappresenta necessariamente una condizione patologica né è automaticamente responsabile di dolori muscolari o articolari. Molte persone convivono con una lordosi più accentuata senza manifestare alcun tipo di sintomo. Per questo motivo, anziché focalizzarsi solo sull’aspetto posturale, è più efficace valutare la persona nella sua interezza: stile di vita, livello di attività fisica, capacità di eseguire correttamente i movimenti e presenza di eventuali fattori di rischio.

In sintesi, nel trattamento e nella gestione dell’iperlordosi lombare, il punto non è eliminare dei movimenti o limitare eccessivamente l’attività fisica, ma personalizzare l’allenamento in base alla storia clinica, alle esigenze e agli obiettivi del paziente. Un approccio globale, supportato da un professionista qualificato, rimane la strategia più efficace per migliorare il benessere della colonna lombare e ottimizzare i risultati nel lungo periodo.

Francesco ernesti

Articolo a cura di: Francesco Ernesti (PT, DO, Laureato in Scienze Motorie)

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