Spalla congelata: Sintomi, Fasi e Trattamento Fisioterapico

Spalla congelata: sintomi, fasi e trattamento fisioterapico

La spalla congelata, o capsulite adesiva, è una condizione caratterizzata da dolore e progressiva rigidità della spalla, che può rendere difficili anche i movimenti più semplici della vita quotidiana. Spesso insorge gradualmente e senza una causa evidente, limitando nel tempo la mobilità dell’articolazione. Comprendere di cosa si tratta e come affrontarla in modo adeguato è il primo passo per gestire i sintomi e favorire un recupero efficace.

Cos'è la spalla congelata?

La spalla congelata, anche chiamata capsulite adesiva, è una condizione caratterizzata da dolore e progressiva perdita di mobilità della spalla, causata da processi infiammatori seguiti da ispessimento e rigidità della capsula articolare. È più frequente in soggetti di mezza età, di sesso femminile e in persone con disturbi endocrini come diabete o disfunzioni tiroidee.

In questo articolo analizziamo cause, fasi e trattamento fisioterapico, con un approfondimento sui servizi disponibili nelle zone Ardeatino, Montagnola e Tor Marancia.

Cause

La spalla congelata inizia con un processo infiammatorio che provoca dolore e riduzione della mobilità. Successivamente la capsula articolare diventa più rigida e fibrotica, causando limitazioni del movimento sia attivo che passivo. Essa può avere due cause principali.

Spalla congelata primaria:

È considerata idiopatica, senza una causa identificabile. È associata a fattori infiammatori che provocano graduali cambiamenti fibrotici della capsula.

Spalla congelata secondaria:

Deriva da un evento o condizione esterna, come:

 

  • traumi
  • interventi chirurgici
  • cause sistemiche
  • tendinopatia della cuffia dei rotatori
Illustrazione delle principali cause della spalla congelata

Sintomi

I sintomi della spalla congelata possono sovrapporsi a quelli presenti in altre condizioni patologiche della spalla. Per questo motivo, a volte, risulta difficile riconoscerla nelle fasi iniziali. Tra i sintomi più comuni troviamo: 

 

  • Dolore nelle attività della vita quotidiana;
  • Dolore notturno, in particolare se ci si addormenta sulla spalla dolente;
  • Limitazione nella mobilità della spalla che varia a seconda della fase della spalla congelata.

Fasi della spalla congelata

La capsulite adesiva si sviluppa tipicamente in tre fasi:

Fase 1: dolorosa (Freezing)

Caratterizzata da dolore intenso, soprattutto notturno, con movimento ancora parzialmente conservato. Questa fase ha una durata che varia da 10 a 36 settimane. Non è facile riconoscere una spalla congelata in Fase 1, per questo ci sono alcune caratteristiche e specifici segni clinici che ci aiutano ad identificarla come il dolore che si irradia lungo il braccio e che può arrivare fino alla mano, dolore presente in tutti i movimenti nel fine corsa e dolore costante presente da più mesi.

Fase 2: rigidità (Frozen)

Il dolore diminuisce, ma aumenta la perdita di mobilità a causa della rigidità capsulare. In questa fase il riposo notturno è disturbato dall’incapacità da parte della persona di mantenere le posizioni preferite data la riduzione di movimento della spalla. Questa fase può durare da 4 a 12 mesi.

Fase 3: recupero (Thawing)

In questa fase si ha un graduale miglioramento del dolore e recupero dell’escursione articolare. La fase 3 viene raggiunta non prima dei 5 mesi dalla comparsa del primo sintomo. La persona si lamenta più della rigidità che del dolore e riferisce solitamente di trovare sollievo con l’applicazione di calore.

Importanza del Colloquio con il Paziente

L’anamnesi è fondamentale per riconoscere:

 

  • modalità e tempi di insorgenza del dolore;
  • limitazioni nelle attività quotidiane (vestirsi, raggiungere oggetti, dormire);
  • condizioni endocrine (diabete, disfunzioni tiroidee);
  • eventuali traumi o interventi pregressi.

È utile approfondire abitudini su sonno, alimentazione, stress e attività fisica, perché influenzano i tempi di recupero. Spesso è utile una collaborazione con il medico specialista, il nutrizionista o altre figure professionali.

Valutazione fisioterapica

La valutazione serve in primis a distinguere la spalla congelata da altre patologie che affliggono questo distretto come fratture, impingement sub-acromiale, artrosi acromion-clavicolare, tendinopatia del capo lungo del bicipite.

Una volta escluse queste condizioni si procede analizzando la capacità di movimento, sia attiva che passiva, della spalla e dei segmenti articolari limitrofi (cervicale, torace). Un segno tipico del paziente con spalla congelata è la marcata riduzione di movimento in extra rotazione.

Successivamente si procede andando a valutare la forza muscolare in quanto i pazienti con spalla congelata presentano spesso debolezza muscolare nel movimento di extra rotazione, intra rotazione e abduzione. E’ possibile fare questo attraverso l’utilizzo di devices specifici, come il dinamometro manuale o attraverso la resistenza manuale del fisioterapista. Per completare la valutazione è opportuno far svolgere al paziente alcuni semplici movimenti come portare le mani dietro la testa o portare la mano dietro la schiena per capire come la limitazione di spalla impatta sulla vita quotidiana della persona.

Trattamento Fisioterapico della Capsulite Adesiva

Il trattamento fisioterapico varia in base alla fase clinica e deve rispettare l’irritabilità dei tessuti, favorendo un recupero graduale.

Fase 1: Trattamento nella fase dolorosa

L’obiettivo in questa fase è la riduzione del dolore e il mantenimento della mobilità residua.

Ci possiamo servire di tecniche di mobilizzazione passiva, mobilizzazioni attive-assistite con aiuto di bastoni o pulegge ed esercizi di rinforzo isometrico. L’esercizio isometrico in questa fase ha un duplice scopo, quello di iniziare a rinforzare la muscolatura della spalla e quello di lavorare sul dolore.

Riveste un ruolo fondamentale poi l’educazione del paziente, in particolare sulle abitudini del sonno e su come modulare i carichi e le attività.

E’ indispensabile, soprattutto in questa fase, collaborare con medici specialisti nella riabilitazione della spalla, al fine di ricevere supporto da una terapia farmacologica adeguata per la gestione del dolore.

Fase 2: Trattamento nella fase di rigidità

Il trattamento fisioterapico nella Fase2 ha come obiettivo primario quello di migliorare l’escursione articolare su tutti i piani e riprendere gradualmente attività funzionali della vita quotidiana.

Per ottenere questi obiettivi utilizziamo delle tecniche di mobilizzazione articolare più approfondite e possiamo avvalerci di tecniche di stretching capsulare per ottenere un miglioramento della rigidità capsulare.

Nella fase della rigidità è possibile introdurre delle contrazioni eccentriche che sono ben tollerate dal paziente ed hanno il duplice scopo di migliorare la mobilità e aumentare la forza muscolare e la mobilità della spalla.

Fase 3: Trattamento nella fase di recupero

Arrivati a questo punto il paziente avrà guadagnato una buona mobilità della spalla con una concomitante regressione del sintomo. In questa fase si ha un pieno ritorno alle attività quotidiane, sportive o lavorative. Sarà importante continuare a lavorare sul rinforzo muscolare attraverso esercizi concentrici ed eccentrici mirati, esercizi di controllo scapolare e propriocettivi e programmi di “strength & mobility” personalizzati.

Fisioterapista che mobilizza la spalla di un paziente con spalla congelata durante una seduta di fisioterapia.

Servizi di Fisioterapia nelle Zone Ardeatino – Montagnola – Tor Marancia

Per chi vive nelle zone Ardeatino, Montagnola e Tor Marancia, sono disponibili percorsi riabilitativi specifici per la capsulite adesiva che includono:

  • valutazione clinica e funzionale
  • trattamento manuale per ridurre rigidità e dolore
  • esercizi terapeutici personalizzati
  • programmi domiciliari guidati
  • monitoraggio del recupero nel tempo

Un fisioterapista esperto può aiutare a migliorare mobilità e funzionalità riducendo i tempi di recupero.

FAQ sulla Spalla Congelata

Quanto dura la Spalla Congelata?

 

La durata varia da alcuni mesi a oltre un anno. Con un adeguato percorso fisioterapico i tempi possono ridursi sensibilmente.

 

Posso guarire senza fisioterapia?

 

Il recupero spontaneo è possibile, ma spesso molto lento. Il trattamento fisioterapico migliora dolore, mobilità e qualità della vita.

 

Per ridurre il dolore meglio il caldo o il freddo?

 

Secondo la letteratura scientifica, non esiste una chiara rilevanza clinica che dimostri se il caldo o il freddo siano migliori o peggiori nella capsulite adesiva.
Non ci sono quindi raccomandazioni forti a favore di uno rispetto all’altro: la scelta può essere individuale, in base alla sensazione di sollievo del paziente.

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Articolo a cura di:
Francesco Ernesti (PT, DO, Laureato in Scienze Motorie)

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