Mal di schiena: perchè viene e come la fisioterapia può aiutarti
- Quando il mal di schiena non ha una causa precisa
- Perché viene il mal di schiena?
- Come capire se il mal di schiena è un problema serio
- Cosa fa il fisioterapista in caso di mal di schiena
- Come la fisioterapia aiuta a ridurre il mal di schiena
- Come evitare che il mal di schiena torni
- Quante sedute di fisioterapia servono per il mal di schiena?
- FAQ sul mal di schiena
Il mal di schiena è uno dei disturbi più comuni e può comparire a qualsiasi età.
Molte persone convivono con il dolore alla schiena per settimane o mesi senza capire davvero da cosa dipenda e cosa fare per risolverlo. Nel nostro studio in zona Ardeatino-Montagnola-Tor Marancia effettuiamo valutazioni e trattamenti personalizzati per curare il mal di schiena.
In questo articolo spieghiamo perché viene il mal di schiena, quando non ha una causa precisa e come la fisioterapia può aiutarti a tornare a muoverti meglio.
Quando il mal di schiena non ha una causa precisa
Nella maggior parte dei casi, il mal di schiena non è legato a condizioni importanti o a problematiche strutturali rilevanti. Molte persone avvertono dolore alla schiena anche in assenza di fratture ossee, infezioni o alterazioni a carico dei nervi.
Spesso il dolore lombare è associato ad una temporanea irritazione dei muscoli, delle articolazioni vertebrali o dei tessuti di supporto della colonna. Attraverso gli strumenti oggi disponibili, come la valutazione clinica e gli esami strumentali (risonanza magnetica, radiografia o TAC), non sempre è possibile individuare una causa precisa del dolore. In questi casi si parla di mal di schiena non specifico, la condizione più comune di dolore lombare che generalmente è gestibile con un percorso adeguato e personalizzato.
Il termine non specifico non indica una mancanza di soluzioni dal punto di vista fisioterapico. Al contrario, orienta il trattamento verso una valutazione mirata dei deficit di forza, mobilità, flessibilità e controllo del movimento, permettendo di costruire un percorso personalizzato sulle reali esigenze del paziente.
Perchè viene il mal di schiena?
Il mal di schiena è un disturbo muscolo scheletrico multi fattoriale, il che significa che spesso non c’è una singola causa, ma è l’interazione di diversi fattori a favorirne l’insorgenza. Tra le principali cause possiamo individuare:
- Inattività fisica: un basso livello di movimento riduce la capacità dei muscoli di sopportare i carichi quotidiani, aumentando il rischio di dolore alla schiena.
- Carichi mal gestiti: sforzi eccessivi, come aumentare troppo velocemente i pesi in palestra, possono affaticare i muscoli e provocare dolore.
- Posture prolungate: mantenere a lungo la stessa posizione può stressare la colonna e i muscoli di sostegno.
- Fattori emotivi e psicosociali: stress, ansia o tensione emotiva possono influenzare il tono muscolare e contribuire al mal di schiena.
Come capire se il mal di schiena è un problema serio
Per capire se il mal di schiena è legato a problematiche rilevanti, a livello fisioterapico disponiamo di diversi strumenti:
- Anamnesi: è il primo passo fondamentale. Permette di raccogliere informazioni sulla storia del paziente, come l’insorgenza del dolore (traumatica o non traumatica), da quanto tempo è presente e le sensazioni associate, ad esempio formicolii, addormentamenti o dolore irradiato alla coscia o alla gamba. Viene inoltre valutata la presenza o assenza di dolore notturno, un elemento utile per comprendere meglio la natura del disturbo.
- Esame obiettivo: consiste in una serie di test mirati a escludere condizioni più serie, come problemi neuropatici (ad esempio tramite test di neurotensione sul nervo sciatico o femorale o un esame neurologico se necessario), sindrome della cauda equina e problematiche articolari, ad esempio dell’anca. Viene inoltre eseguita la palpazione, che aiuta a completare il quadro generale.
- Esami strumentali: in alcuni casi possono essere utili strumenti come radiografie, risonanza magnetica o TAC, soprattutto se compaiono sintomi particolari o persistenti. Questi esami aiutano a escludere problematiche strutturali più gravi e a completare la valutazione fisioterapica.
Se tutti questi passaggi risultano negativi, molto probabilmente il mal di schiena è legato a un’irritazione dei tessuti della colonna lombare. In questo caso si procede con la valutazione di forza e resistenza muscolare, mobilità articolare, flessibilità e controllo del movimento, per costruire un percorso di trattamento personalizzato.
Cosa fa il fisioterapista in caso di mal di schiena
In caso di mal di schiena o lombalgia, il fisioterapista effettua una valutazione fisioterapica approfondita, fondamentale per individuare le cause del dolore e impostare un trattamento personalizzato. Dopo un’accurata anamnesi, che permette di raccogliere informazioni su sintomi, stile di vita e precedenti clinici, si procede con l’osservazione posturale e la valutazione dei movimenti in statica eretta. Questa fase consente di identificare eventuali movimenti provocativi o dolorosi; quando necessario, il paziente viene invitato a eseguire il movimento che maggiormente evoca dolore per analizzarne l’esecuzione.
La valutazione prosegue sul lettino fisioterapico, dove, una volta escluse condizioni più serie, vengono eseguiti test di compressione vertebrale e la palpazione della muscolatura coinvolta, in particolare erettori spinali, quadrato dei lombi e muscoli glutei. La positività di questi test può indicare un coinvolgimento muscolare alla base del dolore alla schiena.
Successivamente si valutano forza e resistenza muscolare del tronco, elementi chiave nella prevenzione e nel trattamento del mal di schiena, attraverso test specifici come:
Test di Biering-Sørensen per gli erettori spinali
Flexor Endurance Test per la muscolatura addominale
Side plank per i muscoli obliqui
Viene inoltre analizzata la resistenza degli arti inferiori tramite lo squat, utile per comprendere il ruolo della catena cinetica nel dolore lombare.
Infine, il fisioterapista valuta la flessibilità muscolare, in particolare della muscolatura posteriore della coscia e dell’anca, spesso correlata a episodi di lombalgia. Questa valutazione completa permette di impostare un trattamento fisioterapico mirato per il mal di schiena, con l’obiettivo di ridurre il dolore, migliorare la funzionalità e favorire il ritorno alle attività quotidiane.

Come la fisioterapia aiuta a ridurre il mal di schiena
La fisioterapia per il mal di schiena è uno dei trattamenti più efficaci per ridurre il dolore e migliorare la funzionalità nella vita quotidiana. Il percorso fisioterapico utilizza diverse modalità terapeutiche, personalizzate in base ai sintomi e alle esigenze della persona.
Il trattamento può includere terapia manuale, come la mobilizzazione del tratto lombare e dorsale, delle anche e tecniche sui tessuti molli (tecniche miofasciali), utili per ridurre rigidità e tensioni muscolari. Il fulcro della riabilitazione resta però l’esercizio terapeutico, che viene adattato in base all’irritabilità e alla severità del dolore, distinguendo tra fase acuta, sub-acuta e cronica.
Nella fase acuta è spesso indicato iniziare con esercizi di rinforzo degli arti inferiori, per limitare il carico diretto sulla colonna lombare. In una fase successiva si introducono esercizi di rinforzo del core (addominali, erettori spinali, obliqui, diaframma). Nella fase cronica, oltre a questi esercizi, si propongono attività che si focalizzano sui movimenti che il paziente teme di eseguire, con l’obiettivo di recuperare gradualmente sicurezza, autonomia e le attività per lui significative.
A supporto possono essere utilizzate anche terapie strumentali (tecar, laser, ultrasuoni) per favorire il rilassamento della muscolatura lombare. Fondamentale è infine l’educazione del paziente: cambiare spesso posizione, soprattutto nei lavori statici, gestire le attività senza aumentare il dolore e seguire consigli ergonomici per la vita quotidiana.

Come evitare che il mal di schiena torni
La prevenzione del mal di schiena è un tema molto discusso e complesso. Prevenire davvero non è semplice, perché richiede il controllo di numerose variabili. Il mal di schiena, infatti, è una condizione multifattoriale, la cui insorgenza dipende da diversi elementi che interagiscono tra loro. Per questo motivo, un’efficace strategia preventiva punta a gestire il più possibile questi fattori:
mantenere un buon livello di attività fisica contro resistenza
svolgere regolarmente attività aerobica
curare la qualità del sonno
adottare strategie di gestione dello stress
prestare attenzione a una alimentazione equilibrata
Dal punto di vista fisioterapico e dell’esercizio fisico, una volta superata la fase dolorosa, è consigliabile effettuare controlli periodici. Questi permettono di rivedere e adattare gli esercizi in base ai progressi, con l’obiettivo di costruire e mantenere nel tempo una solida base di forza muscolare, riducendo il rischio di recidive.
Quante sedute di fisioterapia servono per il mal di schiena?
Per quanto riguarda il numero di sedute di fisioterapia per il mal di schiena, non esiste un numero fisso valido per tutti. Il percorso viene personalizzato e può variare da persona a persona in base a diversi fattori:
da quanto tempo è presente il dolore
quanto il mal di schiena limita i movimenti e le attività quotidiane
quali sono i tuoi obiettivi
In molti casi, già dopo poche sedute è possibile percepire un miglioramento del dolore e della funzionalità, soprattutto quando il trattamento è mirato e accompagnato da esercizio ed educazione adeguata
FAQ sul mal di schiena
- Esisite un rimedio immediato per il mal di schiena?
Alcuni episodi di mal di schiena tendono a ridursi spontaneamente nelle prime 3–4 settimane. Se il dolore diminuisce gradualmente, nella maggior parte dei casi non c’è motivo di allarmarsi: rientra nella normale evoluzione del dolore muscoloscheletrico.
In questa fase, oltre all’eventuale assunzione di farmaci prescritti dal medico, è consigliabile evitare di sollecitare eccessivamente la schiena nei movimenti che risultano più provocativi. Allo stesso tempo è importante continuare a muoversi, prestando attenzione ai gesti quotidiani e rispettando i segnali del corpo, lasciando il tempo necessario ai sintomi per regredire.
Se invece il dolore persiste nel tempo, peggiora o limita in modo significativo le attività quotidiane, è opportuno rivolgersi al medico e/o al fisioterapista di riferimento per una valutazione approfondita e un trattamento adeguato.
- Quando il mal di schiena deve preoccupare?
Esistono alcune caratteristiche del mal di schiena che richiedono maggiore attenzione e per le quali è importante rivolgersi tempestivamente a un professionista sanitario.
In particolare, è bene preoccuparsi quando il dolore irradia lungo la coscia e la gamba, soprattutto se associato a deficit di forza. Alcuni segnali da monitorare sono, ad esempio, la difficoltà a camminare sulle punte dei piedi o sui talloni, oppure la presenza di riduzione o perdita di sensibilità a una o entrambe le gambe.
Una condizione rara ma grave è la sindrome della cauda equina. In questo caso può comparire la cosiddetta “anestesia a sella”, ovvero una riduzione o perdita di sensibilità nella regione genitale o nella parte interna delle cosce. A questi sintomi possono associarsi forte dolore alla schiena, disturbi vescicali (incontinenza o difficoltà a urinare), disturbi intestinali e intorpidimento alle gambe. Questa situazione rappresenta un’urgenza medica.
Devono inoltre destare preoccupazione tutte le cause traumatiche, come ad esempio cadute o incidenti, che possono essere associate a fratture o lesioni importanti.
In presenza di uno o più di questi segnali, è fondamentale rivolgersi subito al medico per una valutazione approfondita e un corretto inquadramento del problema.
- Come capire se il mal di schiena è muscolare?
Per capire se il mal di schiena è di origine muscolare è fondamentale effettuare una valutazione approfondita da parte di un professionista sanitario. Esistono comunque alcune caratteristiche tipiche che possono orientare il sospetto.
Il mal di schiena muscolare tende a presentarsi come un dolore localizzato nella zona lombare, che raramente irradia lungo la gamba fino al piede. Inoltre, di solito non è associato a deficit di forza muscolare, a differenza di quanto può accadere quando sono coinvolti i nervi e il dolore ha una componente neuropatica.
È importante sottolineare che l’autodiagnosi va evitata: solo il medico o il professionista di riferimento può valutare correttamente la situazione, escludere altre cause e definire il trattamento più adeguato in base alle caratteristiche specifiche del dolore e della persona.
